Gli ambienti di Operational Technology (OT), in particolare quelli classificati come reti brownfield (esistenti), spesso contengono sistemi legacy installati anni—o addirittura decenni—fa. Questi sistemi utilizzano software obsoleti, si basano su protocolli proprietari o non sicuri e non sono stati progettati originariamente con la cybersicurezza in mente. Modernizzare queste reti rappresenta una sfida significativa:
Come migliorare la sicurezza senza interrompere i processi industriali critici o rischiare fermi operativi?
Per proteggere efficacemente le reti OT brownfield, le organizzazioni possono adottare una strategia di sicurezza articolata in tre pilastri. Questo approccio si concentra su: ottenere visibilità sull’ambiente OT, proteggere i sistemi legacy non aggiornabili e applicare un controllo granulare sulle comunicazioni. Combinando questi elementi, è possibile costruire una difesa resiliente e stratificata, su misura per i vincoli unici degli ambienti industriali.
Come mettere in sicurezza una rete OT brownfield nella pratica
Ogni ambiente OT è unico, ma le reti brownfield condividono spesso punti critici comuni in termini di sicurezza. Affrontarli in modo efficace richiede una strategia pratica e multilivello. Di seguito vengono analizzate tre aree fondamentali per proteggere le reti OT brownfield senza interrompere le operazioni.
1️. Visibilità e monitoraggio degli Asset
Obiettivo:
Scoprire, monitorare e comprendere ogni dispositivo e flusso di comunicazione all’interno dell’ambiente OT.
Key practices:
- Utilizzare strumenti di monitoraggio passivo per identificare tutti i dispositivi connessi senza interferire con le operazioni.
- Creare un inventario degli asset che includa tipo di dispositivo, versione del firmware e comportamento in rete.
- Stabilire profili di comportamento di riferimento per rilevare deviazioni e potenziali minacce.
- Monitorare continuamente il traffico per individuare dispositivi sconosciuti o comunicazioni non autorizzate.
Perché è importante:
Gli ambienti OT brownfield spesso contengono dispositivi non documentati e reti non segmentate. Senza visibilità, i team di sicurezza non possono valutare accuratamente i rischi o rispondere agli incidenti. La visibilità rappresenta il fondamento su cui si basano tutte le altre misure di sicurezza.
2️. Protezione dei sistemi legacy
Obiettivo:
Proteggere i dispositivi OT legacy che non possono essere aggiornati, corretti o sostituiti per vincoli operativi o normativi.
Key practices:
- Implementare firewalls o appliance di sicurezza con consapevolezza dei protocolli OT (es. Modbus, DNP3).
- Utilizzare protezioni a livello host, come sistemi di prevenzione delle intrusioni o whitelisting delle applicazioni, pensate per gli endpoint industriali.
- Applicare segmentazione di rete o dispositivi di isolamento (es. gateway unidirezionali) per controllare il flusso di dati da e verso aree sensibili.
Perché è importante:
I sistemi legacy rappresentano spesso i punti più vulnerabili di una rete OT. Poiché gli aggiornamenti diretti (es. patch) non sono generalmente fattibili, è fondamentale adottare controlli compensativi per isolarli e proteggerli, riducendo l’esposizione e prevenendo compromissioni.
3. Segmentazione del traffico e controllo degli accessi
Obiettivo:
Controllare e minimizzare le comunicazioni tra dispositivi, applicando il principio del minimo privilegio.
Key practices:
- Creare zone di rete basate su funzione, criticità o livello di rischio dei dispositivi.
- Implementare la microsegmentazione, limitando il traffico non solo tra zone ma anche tra dispositivi o applicazioni specifiche.
- Utilizzare firewall o strumenti di enforcement delle policy per automatizzare i controlli di accesso basati su regole definite
- Adattare continuamente le policy in base al comportamento degli asset, all’intelligence sulle minacce e ai cambiamenti operativi
Perché è importante:
La segmentazione limita la capacità delle minacce di propagarsi lateralmente nella rete. In caso di compromissione, zone ben definite e policy rigorose possono contenere l’incidente e proteggere le operazioni critiche. Automatizzare la segmentazione garantisce che le policy di sicurezza siano scalabili e sostenibili nel tempo.
Riepilogo: una difesa OT stratificata e sostenibile
La tabella seguente riassume i tre pilastri di questo approccio, evidenziandone gli obiettivi e l’impatto sulla sicurezza delle reti OT brownfield:
| Pilastri di sicurezza | Obiettivo | Risultato |
| 1. Visibilità degli Asset | Scoprire e monitorare tutti gli asset OT e i loro comportamenti | Decisioni basate sul rischio e rilevamento rapido |
| 2. Protezione dei sistemi di Legacy | Proteggere i dispositivi non aggiornabili con controlli compensativi | Ridotta esposizione dei sistemi più critici |
| 3. Segmentazione del traffico | Applicare controllo granulare tramite zone e policy di accesso | Superficie d’attacco contenuta e maggiore resilienza |
Costruire una sicurezza in linea con la realtà OT
La protezione delle reti OT brownfield richiede più dei metodi tradizionali di sicurezza IT. Questo approccio a tre pilastri tiene conto dei vincoli e delle realtà operative degli ambienti industriali, offrendo al contempo un percorso scalabile e sostenibile verso una maggiore sicurezza OT. Combinando visibilità, protezione e segmentazione, le organizzazioni industriali possono costruire un framework di sicurezza in grado non solo di difendersi dalle minacce attuali, ma anche di adattarsi all’evoluzione futura delle operazioni industriali
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